Il risvolto satanico del Reiki


reiki-300x211                                 Testimonianza di Giovanni

Ho pensato di raccontare un tratto della mia vita, per far capire che certe pratiche orientali non sono sempre positive, tutt’altro.

Mi chiamo Giovanni e sono un giovane che vive in provincia di Bologna. La mia esperienza risale all’anno 2005.

Stavo attraversando un brutto periodo in cui mi sentivo angosciato o meglio depresso. Mia madre, che adesso è in cielo, preoccupata mi portò da uno psicologo credente con cui iniziai delle sedute di psicoterapia. Quelle chiacchierate, in effetti, mi facevano stare meglio.

Un giorno mia mamma mi disse che aveva conosciuto una sua collega di scuola (lei era insegnante alle elementari), che praticava una disciplina orientale, chiamata Reiki. Non avevo mai sentito questa parola e tantomeno sapevo di cosa si trattava. So che mia mamma continuò dicendomi che le mani di questa sua collega emanavano calore e con l’imposizione delle stesse sarei guarito da certi miei dolori fisici.

Io mi fidai e le diedi una mia foto che fu messa insieme alle foto di altri miei fratelli. La collega di mia madre iniziò subito questa cura a distanza.

Poco tempo dopo la consegna delle foto, sprofondai in una crisi depressiva fortissima, tanto che il mio psicoterapeuta mi consigliò dei farmaci che purtroppo non mi diedero nessun sollievo. Provavo fortissime tentazioni di suicidio, omicidio, fu una discesa all’inferno. Non sapevo come spiegarlo allo psicoterapeuta, sembrava che ottenessi dei benefici tutte le volte che andavo da lui ma, poco dopo, ripiombavo nell’oscurità. Iniziarono a presentarsi alla mia mente delle voci ossessive che mi istigavano a bestemmiare e ad uccidermi, non so come sia riuscito a non farlo.Vedevo tutto nero e negativo, di ogni persona veniva fuori solo l’aspetto negativo. Come se non bastasse, di notte, avevo incubi terribili e presenze, oserei dire, fisiche, che mi opprimevano e che non riuscivo ad allontanare. Tutto questo era accompagnato da incomprensioni, disastri nel campo lavorativo, non riuscivo a trovare lavoro in nessun modo e affettivamente ero distrutto; non riuscirò mai ad esprimere lo stato d’animo in cui ero. Un’altra cosa che provavo era una rabbia disumana, quasi diabolica, nei confronti dei miei cari, di mia madre e di mio padre in particolare.
Tutto questo durò dal 2005 al 2012; ci furono altri incontri e altre sofferenze legate ad un mio contatto con un mago.

In mezzo a tutta questa sofferenza, incontrai, per Misericordia di Dio, una persona che mi portò da un sacerdote carismatico. Il sacerdote mi disse che tutto quello che stavo passando era dovuto a diverse cause in cui rientrava anche la pratica Reiki, fatta dalla collega di mia madre. Cominciò il mio percorso di liberazione fatto di preghiere e Sante Messe. Fui molto aiutato in questo da santi sacerdoti.

Mia madre si accorse del grande errore quando, andando a Medjugorje, sentì che il Reiki era una disciplina diabolica e che bisognava confessarsi per estirpare questo male.

In realtà la confessione non fu sufficiente, ho dovuto ricevere molte preghiere di liberazione e guarigione. Ci sono voluti anni e ancora adesso, dopo molte preghiere e una vita di grazia, c’è ancora del cammino da fare.

Consiglio, a chi ha subito tale pratica, di cominciare una vita di preghiera seria, corroborata dai sacramenti della confessione e della comunione Eucaristica. E se questo non basta, occorre andare da un bravo sacerdote esorcista e chiedere aiuto. Non vergognatevi mai di chiedere aiuto,csi possono evitare molte sofferenze.

Questa è la mia storia, ma come la mia ce ne sono molte altre e, se questa testimonianza può aiutare qualcuno, sono felice di farlo attraverso questo scritto.




Non si nasce gay, e altre cose che pochi sanno!


di Giovanni Vasallo, 7 giugno 2013

Uno delle certezze che sostengono le lobby LGBT è che l’omosessualità è una condizione genetica. In realtà recenti studi su coppie di gemelli dimostrano che l’attrazione per persone dello stesso sesso non dipende dal codice genetico ma è qualcosa dovuta a esperienze successive alla nascita. 

Il Dott. Neil Whitehead, ricercatore scientifico per il governo della Nuova Zelanda, per le Nazioni Unite e la International Atomic Energy Agency, fa il punto della situazione: i gemelli identici hanno lo stesso codice genetico, sono allevati in condizioni prenatali identiche, perciò se l’omosessualità fosse causata da fattori genetici o condizioni prenatali e uno dei due fosse gay, anche l’altro gemello dovrebbe esserlo. Ma gli studi scientifici rivelano che le cose vanno diversamente. “Se uno dei due gemelli prova attrazione per persone dello stesso sesso le possibilità che l’altro gemello l’abbia sono solo dell’11% per gli maschi e il 14% per le femmine”. 

Visto che i gemelli identici sono sempre geneticamente identici, l’omosessualità non può essere dovuta a fattori genetici. “Nessuno nasce gay”, conclude Whitehead. Ciò che produce l’omosessualità, perciò, deve essere dovuto a fattori post nascita, come ad esempio le differenti reazioni personali a eventi o circostanze che hanno un diverso impatto sui due gemelli.
Il primo studio approfondito su gemelli identici è stato effettuato in Australia nel 1991, seguito da un altro negli Stati Uniti nel 1997. Nel 2002 Bearman e Brueckner hanno pubblicato uno studio effettuato su 5.552 coppie di gemelli degli Stati Uniti. L’attrazione per persone dello stesso sesso (Same-sex attraction) tra gemelli identici era comune solo al 7,7% per i maschi e al 5,3% per le femmine.

Nella stessa ricerca si parla dei cambiamenti di orientamento sessuale. E i due autori osservano che la maggior parte di questi cambiamenti, non terapeutici ma accaduti “naturally” durante la vita, sono rivolti verso un’esclusiva eterosessualità (il 3% della popolazione eterosessuale sostiene di essere stata in passato anche bisessuale o omosessuale). Il numero delle persone che hanno cambiato il loro orientamento sessuale verso un’esclusiva eterosessualità è più alto dell’attuale numero di bisessuali e omosessuali messi insieme. In altre parole “Gli ex gay superano per numero gli attuali gay”.

Il matrimonio non interessa ai gay

A proposito della battaglia per ottenere i matrimoni tra omosessuali, Mercatornet ha segnalato un episodio interessante sulla concezione che hanno alcuni gay del matrimonio.
Durante il Sydney Writers Festival del 2012, infatti, in un incontro pubblico è stato rivolta a quattro scrittori gay questa domanda: «Perché sposarsi quando si poteva essere felici?». Erano tutti d’accordo sul fatto che i gay non vogliano sposarsi, dato che i gay non aspirano alla rispettabilità borghese. La risposta più interessante è venuta dalla giornalista e attivista Masha Gessen, sposata con una partner lesbica in Massachusetts da cui in seguito ha divorziato, ora ha tre bambini che hanno cinque diversi genitori. Nella sua risposta (per ascoltare le parole nel video clicca qui) la Gessen afferma che vorrebbe vedere abolita l’istituzione del matrimonio, e perciò è necessario mentire quando si promuovono i matrimoni gay: «Anche uno stupido capirebbe che l’istituzione del matrimonio non dovrebbe esistere… [applausi del pubblico] La lotta per il matrimonio gay comporta in generale mentire su quello che faremo con il matrimonio una volta che lo otterremo, perché mentiamo dicendo che l’istituzione del matrimonio non cambierà: sì questa è una falsità»

Cosa dice chi è stato allevato da una coppia gay  

Tempi ha riportato alcuni stralci della testimonianza di Robert Oscar Lopez, professore presso la California State University, che lo scorso 12 marzo ha raccontato davanti al Parlamento del Minnesota. Lopez, cresciuto dalla madre lesbica con la sua compagna, nel suo racconto (che è possibile leggereintegralmente qui) sottolinea alcuni aspetti che fanno riflettere, soprattutto perché vissuti sulla propria pelle:

  • Il disagio che ha comportato vivere senza una figura maschile di riferimento e quindi le difficoltà a creare stabili rapporti di amicizia sia con le ragazze che con ragazzi.
  • Una volta giunto all’Università la comunità gay gli aveva detto che necessariamente era destinato a essere gay, mentre lui si sentiva ancora a disagio. 
  • Non ha mai trovato, specialmente nel mondo gay che ha frequentato per tanti anni, qualcuno che affrontasse sul serio le sue difficoltà, perché veniva malvisto chi metteva in dubbio la sua omosessualità.
  • Gli adulti cresciuti da genitori dello stesso sesso nel contattarlo gli chiedono di dare voce alle loro preoccupazioni: pur amando i propri cari spesso “provano rabbia verso i loro “genitori” per averli privati del genitore biologico (o, in alcuni casi, di entrambi i genitori biologici), rimpiangono di non aver avuto un modello del sesso opposto, e provano vergogna o senso di colpa per il fatto di sentire un risentimento verso i propri genitori”
  • La comunità gay, dentro la quale ha trascorso 40 anni della sua vita, spesso trasmette odio e recriminazione, parlando talvolta male delle coppie eterosessuali per giustificare le adozioni.
 



Qualcuno fermi (io dico ascolti) padre Amorth


«Maurizio Crozza, Beppino Englaro, Vendola, Fiorello e Monti agiscono sotto l'influenza del demonio». Parola dell'esorcista ufficiale della diocesi di Roma, convinto che «anche il profilattico e la tivù» siano invenzioni di Satana

di Alessandro Capriccioli

Modenese, esorcista nella Diocesi di Roma dal 1986, fondatore dell'Associazione internazionale degli esorcisti nel 1990, conduttore radiofonico su Radio Maria, Don Gabriele Amorth è il decano mondiale degli esorcisti. La sua specialità è vedere il demonio ovunque: da Monti a Crocca, dagli omosessuali al profilattico, da Maometto a Affari Tuoi, dalla D'Addario a Beppino Englaro. Ecco un breve compendio delle sue "perle".

"Monti è un capo massone, un massone che vuole distruggere la Chiesa o affamarla. Piaccia o meno, è uno strumento nella mani di Satana".

"Lo yoga è un imbroglio, un colossale imbroglio, come tutta la filosofia sottostante ad esso".

"Halloween, una trappola del demonio, che le prova tutte. Intanto, fa schifo e mi fa schifo. Si tratta di una roba pagana, anticristiana ed anticattolica, proveniente da terre nordiche ed esplosa negli Usa".

"(Maurizio Crozza, ndr) non è posseduto dal demonio, tuttavia é stato sedotto dal maligno, è sotto la sua influenza malefica".

"Se uno è nato gay, non ci può fare nulla. Deve solo cercare la castità e pregare. Io cerco, per quanto possibile, di incoraggiare queste persone, di aiutarle pastoralmente. Differente mi pare il discorso per coloro i quali non siano nati gay, ma si abbandonino a questa pratica per volontà o vizio. In questo caso, è possibile parlare di seduzione satanica".

"Fiorello in Tv ha esaltato l'uso del profilattico? Non mi meraviglierei, anzi io penso, che dietro quella indecente promozione ci sia una tentazione del demonio e che il presentatore sia stato oggetto dell'azione del Maligno".

"Non conosco Vendola, ma chiunque in politica appoggi leggi favorevoli all'aborto, o ammiccanti ai gay, è sotto la nefasta influenza del demonio".

"Il profilattico è satanico. È una creazione del demonio fatta apposta per tentare l'uomo, allontanarlo da Dio e determinarne la perdizione".

"Maometto, dal punto di vista della condotta personale, rappresentò quanto di più lontano esista dalla logica di Dio e da questa angolazione credo corretto definirlo un esempio di possessione satanica".

"Credo seriamente che lo scandalo orribile della pedofilia nel clero, o meglio parte di esso, sia frutto e figlia di una orribile e perversa macchinazione satanica, il quale ha fatto il suo ingresso anche nel Vaticano".

"Il signor Englaro, come del resto tutti i medici e coloro che hanno contribuito alla morte della povera ragazza, sono stati sotto l'influsso del Maligno e ci sono caduti con i due piedi come pere mature". "Dico solo che quella ragazza inconsapevolmente come tante altre, può trasformarsi un complice e strumento del maligno. In questo senso penso a una D'Addario, ma sarebbe ingeneroso accusare solo lei quindi è solo il primo nome che mi viene, spinta da Satana e quindi strumento del diavolo. Lo ripeto, in tutta questa storia sento la presenza del demonio, di satana".

"Satana? Si nasconde subdolamente in certi spettacoli e giochi televisivi, per esempio quello dei pacchi di Affari Tuoi e nella pubblicità, assai spesso. La sua tattica è quella di far credere che non esista, che sia solo un parto della fantasia".

"Come ben sapete, Padre Pio è invocato durante gli esorcismi e il demonio lo teme, diventa furioso, schiuma rabbia. Ma quando nelle mie sedute nomino Giovanni Paolo II, Satana diventa ancor più brutale, incontrollabile, lo detesta e lo dice: quello, ovvero Giovanni Paolo, lo odio con maggior intensità di Padre Pio".

"Al 90 per cento le vessazioni diaboliche sono conseguenze di malefici, cioè sono causate da persone che per vendetta o per rabbia si rivolgono a maghi e occultisti legati a Satana i quali, pagati profumatamente, si attivano per far intervenire il maligno".

"Questo avviene anche quando rubiamo, commettiamo adulterio, uccidiamo. Tutte le condotte peccaminose sono gradite ed hanno il placet di Satana. Per la pratica omosessuale ancora di più, in quanto si concreta in atti che vanno contro la natura, offendono l'armonia del creato e lo stesso piano predisposto da Dio che prevede due soli generi, maschile e femminile volti alla procreazione".




Divorziati risposati, la proposta di Kasper


Nella sua relazione il cardinale ha affrontato il tema dei sacramenti per coloro che hanno alle spalle un matrimonio fallito e sono civilmente legati in una nuova unione

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO
La Chiesa non può mettere in discussione le parole di Gesù sull'indissolubilità del matrimonio e chi si aspetta che dalla discussione del concistoro e poi del Sinodo emergano soluzioni «facili» e generali, per tutti, commette un errore. Ma di fronte alle difficoltà che affrontano oggi le famiglie e alla crescita esponenziale di matrimoni falliti possono essere esplorate nuove strade per rispondere alle esigenze profonde di quei divorziati risposati civilmente che riconoscono il loro fallimento, si convertono, e dopo un periodo penitenziale chiedono di essere riammessi ai sacramenti. È l'ipotesi avanzata dal cardinale Walter Kasper nella sua lunga e approfondita relazione tenuta questa mattina ai cardinali del concistoro, in presenza del Papa. Francesco aveva chiesto al teologo tedesco di non fornire risposte, ma piuttosto di suscitare domande. E questo sembra essere stato lo stile adottato da Kasper.

Il cardinale ha innanzitutto invitato a considerare il problema dei divorziati risposati anche dalla prospettiva di chi soffre e chiede aiuto. Essi devono essere invitati a partecipare alla vita della Chiesa. Anche perché è sotto gli occhi di tutti il fatto che ci sono casi in cui ogni ragionevole tentativo di salvare il matrimonio risulta vano. C'è eroismo dei coniugi abbandonati che rimangono soli e vanno avanti soli, crescendo i figli. Ma molti altri ex coniugi abbandonati, anche per il bene dei figli, si risposano civilmente e non possono rinunciare al nuovo matrimonio senza nuove colpe.

La Chiesa, ha spiegato Kasper, non può proporre una soluzione diversa o contraria alle parole di Gesù. L'indissolubilità di un matrimonio sacramentale e l'impossibilità di un nuovo matrimonio mentre il precedente partner è in vita non può essere abbandonata o sciolta sulla base di un richiamo alla misericordia. Anche perché, ha fatto notare il cardinale, misericordia e fedeltà vanno insieme.

Kasper ha fatto però notare che non esiste situazione umana assolutamente priva di speranza e di soluzione. Per quanto l'uomo possa cadere in basso, non potrà mai cadere al di sotto della misericordia di Dio.

Il cardinale ha ricordato i passi già compiuti dalla Chiesa nell'ultimo secolo: nel Codice di diritto canonico del 1917 i divorziati risposati civilmente venivano considerati bigami, pubblici concubini, e dunque «infami», passibili anche di scomunica. Il nuovo Codice, promulgato da Papa Wojtyla, non prevede più queste punizioni: i divorziati risposati non sono scomunicati e anzi si afferma che essi fanno parte della Chiesa.

Per Kasper la Chiesa si trova oggi in una situazione simile a quella dell'ultimo Concilio, il Vaticano II. Anche allora esistevano, per esempio su questioni quali l'ecumenismo o la libertà religiosa, encicliche, pronunciamenti e decisioni del Sant'Uffizio che sembravano precludere altre possibili vie. Il Concilio Vaticano II, senza violare la tradizione dogmatica vincolante della Chiesa, ha però aperto delle porte. E dunque il cardinale si è chiesto se non sia possibile, analogamente, un ulteriore sviluppo anche riguardo i divorziati risposati pur senza abolire la tradizione vincolante della fede.

La possibile risposta può essere solo differenziata, ha spiegato, dato che una soluzione generale non può esistere. C'è ad esempio la situazione - ricordata nella «Familiaris consortio» di Giovanni Paolo II - di quei divorziati risposati i quali sono in coscienza soggettivamente convinti che il loro precedente matrimonio, irrimediabilmente spezzato, non sia mai stato valido. Ma la valutazione non può essere lasciata al sentimento soggettivo. Al tempo stesso la via giudiziaria non è detto sia l'unica per risolvere il problema.

Cercare infatti una soluzione solo allargando le maglie delle procedure di nullità matrimoniale sarebbe l'impressione che la Chiesa proceda in modo disonesto e in realtà conceda, sotto forma mascherata, dei divorzi cattolici.

Kasper ha quindi osservato come i divorziati risposati non possano ricevere la comunione sacramentale, ma possano ricevere quella spirituale, se spiritualmente ben disposti: lo hanno affermato sia la Congregazione per la dottrina della fede, sia Benedetto XVI durante l'incontro mondiale della famiglie a Milano. Ma chi riceve la comunione spirituale è considerato una cosa sola con Gesù Cristo. Come può essere dunque in contraddizione col comandamento dello stesso Gesù? Perché non può ricevere anche la comunione sacramentale?

Kasper ha quindi citato la Chiesa dei primordi e una prassi alla quale accennava già nel 1972 l'allora professor Joseph Ratzinger. Ricordando quanto accadeva con gli apostati, i cristiani che durante le persecuzioni, per debolezza, negavano il proprio battesimo. Per questi «lapsi» la Chiesa aveva sviluppato una pratica penitenziale canonica come una sorta di secondo battesimo, non con l'acqua, ma con le «lacrime della penitenza». Dopo il naufragio del peccato, il naufrago non doveva avere a disposizione una seconda nave, bensì una zattera di salvataggio.

Anche per quanto riguarda la prassi matrimoniale, in alcune chiese locali esisteva una consuetudine in base alla quale i cristiani che, pur essendo ancora in vita il loro primo partner, vivevano un secondo legame, dopo un tempo di penitenza avevano a disposizione non un secondo matrimonio (una nuova nave), bensì attraverso la partecipazione alla comunione, una zattera di salvataggio. Ne parlano sia Origene che Basilio il Grande e Gregorio Nazianzeno.

 

Sarà questa via percorribile in futuro? È la domanda che Kasper ha rimesso ai cardinali del concistoro. Non si tratterebbe comunque di «grazia a buon mercato», di misericordia a basso prezzo. Ma se ci si trova di fronte a un divorziato risposato che si pente per il fallimento del primo matrimonio, se questi ha chiarito gli obblighi provenienti da quel primo matrimonio (che per la Chiesa rimarrà l'unico valido e indissolubile), se è definitivamente escluso che possa tornare indietro, se non può abbandonare senza colpe gli impegni assunti con un nuovo matrimonio civile, se però si sforza di vivere al meglio delle sue possibilità questa seconda unione a partire dalla fede, se si impegna ad educare i figli nella fede, se ha il desiderio dei sacramenti quale fonte di forza nella sua situazione, è possibile negargli il sacramento della penitenza e poi quello della comunione sacramentale? Su queste domande si confrontano i cardinali.

 

Questa possibile via non sarebbe dunque una soluzione generale e generalizzata. Non interesserebbe la gran massa delle persone divorziate e civilmente risposate. Riguarderebbe invece con ogni probabilità la parte meno consistente dei divorziati risposati, cioè quelli veramente e sinceramente interessati ad accostarsi ai sacramenti, che vivono la mancanza della comunione sacramentale come una ferita profonda. Riammetterli all'eucaristia dopo un adeguato cammino penitenziale potrebbe essere un atto di discernimento che pensa anche alla fede dei figli di queste coppie, i quali vedono i genitori che non si accostano mai ai sacramenti. Le ipotesi di Kasper distinguono in modo molto netto la situazione dei divorziati che si sono impegnati con un secondo matrimonio civile, da tutte le altre forme di convivenza come le coppie di fatto. Temi spinosi, domande alle quali non è facile dare risposta. La Chiesa «ospedale da campo» sta cominciando ad affrontarli.




IL TERZO SEGRETO DI MEDJUGORJE – UN SEGNO PERMANENTE FARÀ CONVERTIRE MOLTI


La terra non ha mai visto niente di simile.

Apparirà all’improvviso, come dal nulla, o direttamente dal cielo stesso.

Arriverà in modo tale che le persone non avranno termini per descriverlo.

Apparirà sul terreno, potrà essere visto e fotografato, ma non potrà essere toccato. Già oggi una webcam sta riprendendo costantemente il punto in cui apparirà.

Secondo i veggenti, un giorno un segno permanente apparirà sul sito della prima apparizione. Bello e indistruttibile, il segno porterà a molte conversioni. Secondo Marija, ci saranno anche guarigioni.

Ma prima di tutto farà credere molte più persone.

“Naturalmente, sarà chiaro a tutti che non è una cosa costruita e montata. Nessuno potrà dire che è stato portato e collocato in quel punto particolare da, diciamo, qualcuno da Medjugorje“, ha detto Mirjana all’autore-giornalista cattolico Michael H. Brown nel 2002.

Medjugorje: Una Grazia Enorme e Possibilità di Credere

Il Segno Permanente è il terzo segreto conosciuto dai veggenti di Medjugorje. È l’unico segreto di cui è noto che tutti i veggenti lo conoscono.

Almeno quattro di loro sanno anche quando apparirà il segno.

Poiché i primi due segreti si sono realizzati e appartengono al passato al momento del terzo segreto, il segno sarà percepito e vissuto dalla gente alla luce dei primi due segreti, o almeno alla luce del primo di cui Mirjana ha detto che “farà scuotere la gente” e “farà guardare la gente a se stessa in una nuova luce“.

Il Segno Permanente è destinato a cambiare più cuori perché sarà stato preceduto dai primi due segreti. E, secondo i veggenti, cambiare i cuori è tutto ciò che il segno riguarderà.

Più di tutto, dicono, il segno sarà donato a coloro che non credono: “Il terzo segreto riguarda il segno che la Madonna lascerà qui, sul monte delle apparizioni. Questo segno rimarrà per sempre. Sarà dato soprattutto per quelle persone che sono ancora lontane da Dio. La Madonna vuole dare a queste persone che vedranno il segno un’altra possibilità di credere in Dio“, ha detto Vicka a Radio Maria nel gennaio 2008.

Un colloquio precedente con Mirjana sostiene le dichiarazione di Vicka.

“Percepiranno il segno come un luogo dove si possono convertire. Andranno alla montagna a pregare e saranno perdonati“, ha profetizzato Mirjana nel 1983.

“Quando verrà il segno permanente, la gente verrà qui da tutto il mondo in numero ancora maggiore. Molti altri crederanno“, ha detto Jakov.

Un Test per i Cuori

Tuttavia, secondo i veggenti, ci saranno anche persone che vedranno il segno e ancora non ci crederanno, o che non riceveranno l’impulso di convertirsi che invece molte altre persone riceveranno vedendolo:

“Voglio dire a quelle persone che vedranno e non crederanno, che la Madonna lascia ognuno libero di credere o no, ma questi sono coloro i cui cuori sono troppo chiusi. E’ la stessa cosa che ci ha detto la Madonna:

Se uno vuole andare in Paradiso, andrà in Paradiso. Se uno vuole andare all’inferno, andrà all’inferno

Coloro che sono lontani da Dio e non vogliono credere, non crederanno nel segno. Coloro che non conoscono Dio, ma hanno buone intenzioni e il desiderio di amare, trarranno beneficio dal segno. Ma penso che quelli che fanno tutto contro Dio, fuggiranno via dal segno. Loro non crederanno“, ha detto Vicka nel 2008.

25 anni prima, durante le sue interviste con P. Janko Bubalo, una Vicka più giovane e un po’ meno diplomatica aveva detto tanto sul segno, anche se in modo più immediato:

P. Janko: “Sai esattamente ciò che sarà il segno?”

Vicka: “Esatto!”

P. Janko: “Sai, quando la Vergine lo renderà più evidente per noi altri?”

Vicka: “So anche questo“.

P. Janko: “E perché è la Vergine lascia il segno qui?”

Vicka: “Per mostrare alla gente che Lei è qui in mezzo a noi…mi limiterò a dire questo: chi non crede senza un segno non crederà neanche con un segno. E ti dico anche questo: guai a chi ritarda la sua conversione, in attesa del segno. Una volta ti ho detto che molti sarebbero venuti, e forse, anche inginocchiati davanti al segno, ma comunque non crederanno. Sii felice di non essere tra loro!”

Nel dire così però, alla fine del 1983, Vicka aveva semplicemente parafrasato un messaggio che la Vergine Maria aveva dato lo stesso anno a primavera:

Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà, ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, é un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede! Quando verrà il segno visibile, per molti sarà già troppo tardi. (23 dicembre 1982)

Cosa Significa ‘Troppo Tardi’?

Nei primi mesi del 2008 Padre Livio Fanzaga di Radio Maria aveva chiesto a Vicka di spiegare ciò che la Vergine intendeva nel dire “troppo tardi”:

Vicka: “La Madonna non ha spiegato perché sarà troppo tardi e io non l’ho chiesto, ha detto solo che stiamo vivendo in un tempo di grazia“.

P. Livio: “Allora, è importante convertirsi prima che il segno si manifesti?”

Vicka: “Ogni giorno la Madonna ci invita alla conversione, alla conversione del nostro cuore, hai capito? E 27 anni e mezzo dopo la Madonna è ancora tra noi e il nostro cuore è ancora troppo chiuso, troppo lontano. Non lo so. Non so cosa potrebbe essere, ma ‘troppo tardi’ sembra giusto“.

Mentre il segno è prima di tutto per i non credenti, serve anche ad un altro scopo, ha spiegato Vicka quel giorno a Radio Maria.

La conversazione proseguì:

P. Livio: “Allora, questo è un tempo di grazia. Questo è il tempo di conversione. La Madonna ha detto: ‘Non aspettate il segno per convertirvi.’ Allora perché lasciare un segno come un ultimo estremo aiuto: è in modo da spostare la Chiesa a riconoscere le apparizioni come autentiche?”

Vicka: “Sì, sicuramente sarà per la Chiesa, in modo che essi non abbiano alcun dubbio che la Madonna fosse stata tra noi, ed è anche per coloro che sono ancora lontani da Dio. Così la Madonna sta pensando a entrambi i gruppi di persone, e poi sta a noi essere pronti a rispondere alla sua chiamata attraverso il segno“, ha detto Vicka.

Precursore del Segno Apparve nel 1981

Per quanto riguarda ciò che sarà il segno, è stato dato un solo indizio: il 28 ottobre del 1981, a quattro mesi dalle apparizioni, sacerdoti e suore erano tra le centinaia di persone videro un misterioso fuoco che bruciò per quasi 15 minuti sulla collina delle Apparizioni.

Con il tempo la collina fu sbarrata dalle forze armate di polizia jugoslave. Quando andarono a indagare, non trovarono più traccia del fuoco.

Quella stessa sera, i veggenti chiesero alla Vergine Maria di spiegare quello che era successo:

Il fuoco, visto dai fedeli, era di carattere soprannaturale. E’ uno dei segni, un precursore del grande segno. (28 ottobre 1981)

E così, per chiudere il cerchio, Vicka ottiene l’ultima parola.

La sua intervista del 1983 con P. Janko Bubalo è preziosa anche per le sue risposte spontanee alle domande di base di P. Janko sulla natura del segno:

P. Janko: “Dimmi dove la Vergine darà quel segno”.

Vicka: “Sul Podbrdo. Al luogo delle prime apparizioni”.

P. Janko: “Il segno sarà nei cieli o sulla terra?”

Vicka: “Sulla terra”.

P. Janko: “Apparirà istantaneamente o sarà visibile gradualmente?”

Vicka: “Spontaneamente“.

P. Janko: “Saranno in grado di vederlo tutti?”

Vicka: “Chi viene qui si”

P. Janko: “Il segno sarà temporaneo o sarà permanente?”

Vicka: “Permanente“.

P. Janko: “Sarà possibile che qualcuno possa distruggerlo?”

Vicka: “No, nessuno potrà distruggerlo“.

P. Janko: “Lo pensi tu o…”

Vicka: “La Vergine ha detto così“.

Nulla si sa circa il quarto, quinto e sesto segreto, la parte centrale dei 10 segreti. Un po’ diversamente con i segreti successivi. Presumibilmente, anche, che si verificheranno durante la vita di almeno alcuni dei veggenti.

Riguardano un periodo in cui il mondo incontrerà la giustizia di Dio, oltre alla sua misericordia, amore e perdono che costituiscono il messaggio e il contenuto centrale dei segreti iniziali. (Fonte: MedjugorjeTody)




Il Papa: “Siamo nei tempi ultimi, in cui si compirà ciò che Gesù ha rivelato”


Il 2014 che inizia “è un ulteriore passo verso la meta che sta davanti a noi: una meta di speranza, una meta di felicità, perché incontreremo Dio, ragione della nostra speranza e fonte della nostra letizia”. Lo ha affermato Papa Francesco nell’omelia pronunciata ieri pomeriggio in San Pietro in occasione del “Te Deum” di fine anno.
“Dobbiamo – ha esortato – raccogliere, come in una cesta, i giorni, le settimane, i mesi che abbiamo vissuto, per offrire tutto al Signore”. “Domandiamoci – ha suggerito il Pontefice – come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato?”.
”Lo abbiamo usato – ha continuato Francesco – soprattutto per noi stessi, per i nostri interessi, o abbiamo saputo spenderlo anche per gli altri?”. “Quanto tempo – si è chiesto inoltre ad alta voce il Papa – abbiamo riservato per ‘stare con Dio’, nella preghiera, nel silenzio, nell’adorazione?”.
Nell’omelia di fine anno, Bergoglio ha poi sottolineato che siamo già nei “tempi ultimi”, dopo i quali il passaggio finale sarà la seconda e definitiva venuta di Cristo. “Con Gesù – ha concluso il Pontefice – è venuta la ‘pienezza’ del tempo, pienezza di significato e pienezza di salvezza. E non ci sarà più una nuova rivelazione, ma la manifestazione piena di ciò che Gesù ha già rivelato”. La visione biblica e cristiana del tempo e della storia, infatti, “non è ciclica, ma lineare: è un cammino che va verso un compimento“.
Frasi “misteriose”, che potrebbero presagire un anno nuovo di fondamentale importanza per l’umanità intera e che lasciano spazio a varie interpretazioni.

 




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