02/03/2015 9.12.10

8 marzo III Domenica di Quaresima - Anno B



Libro dell’Esodo 20,1-17. 

Dio allora pronunciò tutte queste parole: 
"Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: 
non avrai altri dei di fronte a me. 
Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 
Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 
ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. 
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. 
Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 
sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 
ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 
Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. 
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. 
Non uccidere. 
Non commettere adulterio. 
Non rubare. 
Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. 
Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo". 

Salmi 19(18),8.9.10.11. 
La legge del Signore è perfetta, 
rinfranca l'anima; 
la testimonianza del Signore è verace, 
rende saggio il semplice. 

Gli ordini del Signore sono giusti, 
fanno gioire il cuore; 
i comandi del Signore sono limpidi, 
danno luce agli occhi. 

Il timore del Signore è puro, 
dura sempre; 
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti.
più preziosi dell'oro, di molto oro fino, 
più dolci del miele e di un favo stillante. 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 1,22-25. 
E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, 
noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; 
ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. 
Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 2,13-25. 
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 
Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 
e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». 
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. 
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 
Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome. 
Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti 
e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo. 


 


Meditazione del giorno : Origene 
« Egli parlava del Tempio del suo corpo »“Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere”… Ambedue, sia il Tempio che il corpo di Gesù, mi sembrano figura della Chiesa... Il Tempio verrà riedificato e il corpo risusciterà il terzo giorno... Ci sarà effettivamente un terzo giorno in un cielo nuovo ed in una terra nuova (2 Pt 3,13), quando queste ossa, che sono la casa d’Israele (Ez 37, 11), nel grande giorno del Signore saranno rianimate in seguito alla sua vittoria sulla morte...

Il corpo sensibile di Gesù fu crocifisso e sepolto e dopo risuscitò. Così tutto il corpo dei santi di Cristo viene prima affisso alla croce con Cristo e in un certo senso cessa di vivere (Gal 2, 19). In effetti, come Paolo, ciascuno di noi non si deve gloriare se non nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per il quale egli è crocifisso al mondo e il mondo a lui (Gal 6,14)... “Infatti siamo stati sepolti insieme a lui” dice Paolo. Egli però aggiunge, come se già possedesse una certa caparra della risurrezione: “E con lui siamo risorti anche noi” (Rm 6, 4-9). Ciascuno cammina allora in una vita nuova, che non è tuttavia ancora la risurrezione beata e perfetta... Se uno è ora sepolto, un giorno risusciterà.

 

 




23/02/2015 18.37.30

1 marzo II Domenica di Quaresima - Anno B

Marco 9,2-10

 Libro della Genesi 22,1-2.9a.10-13.15-18.
Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".
Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".
così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.
Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".
L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta
e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,
io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.
Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".

Salmi 116(115),10.15.16-17.18-19.
Alleluia.
Ho creduto anche quando dicevo:
"Sono troppo infelice".
Preziosa agli occhi del Signore

è la morte dei suoi fedeli.
Sì, io sono il tuo servo, Signore,
io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.

A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo.

negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,31b-34.
Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?
Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.
Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?

                                               Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,2-10.

Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro
e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!».
Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!».
E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti.
Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

                                               Meditazione del giorno : San Leone Magno
«Gesù ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti »

Gesù voleva armare i suoi discepoli con forza d’animo e costanza tali che avrebbe permesso loro di prendere senza timore la croce, malgrado la sua rudezza. Voleva anche che non arrossissero del suo supplizio, che non ritenessero una vergogna la pazienza con la quale egli avrebbe dovuto sopportare una Passione così crudele, pur senza perdere in nulla la gloria della sua potenza. Gesù “prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto”, e là manifestò loro lo splendore della sua gloria. Anche se essi avevano capito che la maestà divina dimorava in lui, ignoravano ancora la potenza che c’era in quel corpo che velava la divinità...

Il Signore manifesta dunque la sua gloria alla presenza di testimoni scelti e fa risplendere quel corpo, che gli è comune con tutti gli uomini, di tanto splendore, che “la sua faccia diventa simile al fulgore del sole e le sue vesti uguagliano il candore della neve”. Questa trasfigurazione, senza dubbio, mirava soprattutto a rimuovere dall’animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l’umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non facesse tremare la loro fede... Ma questa rivelazione dava anche un fondamento solido alla speranza che doveva sostenere la Chiesa. Tutte le membra della Chiesa, il suo Corpo, avrebbero preso coscienza di quale trasformazione sarebbero stati oggetto un giorno, perché c’è la promessa che anche le membra parteciperanno a quella gloria, brillata nel Capo. Lo stesso Signore, parlando della maestà della sua seconda venuta, aveva detto: “Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro” (Mt 13,43). La stessa cosa affermava anche l’apostolo Paolo dicendo: “Io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura, che dovrà essere rivelata in noi” (Rm 8,18)... In un altro passo dice ancora: “Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio. Quando si manifesterà Cristo, vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria” (Col 3, 3-4).
 




16/02/2015 7.26.00

22 febbraio I Domenica di Quaresima - Anno B

Marco 1,12-15

 Libro della Genesi 9,8-15. 
Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: 
"Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi; 
con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca. 
Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra". 
Dio disse: "Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne. 
Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra. 
Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi 
ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne e noi ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne. 

Salmi 25(24),4bc-5ab.6-7bc.8-9. 
Insegnami, Signore, tuoi sentieri; 
insegnami i tuoi sentieri. 
Guidami nella tua verità e istruiscimi, 
perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Ricordati, Signore, del tuo amore, 

della tua fedeltà che è da sempre.
Ricordati di me nella tua misericordia, 
per la tua bontà, Signore. 
Buono e retto è il Signore, 
la via giusta addita ai peccatori; 

guida gli umili secondo giustizia, 
insegna ai poveri le sue vie. 

Prima lettera di san Pietro apostolo 3,18-22. 
Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. 
E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; 
essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua. 
Figura, questa, del battesimo, che ora salva voi; esso non è rimozione di sporcizia del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo, 
il quale è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,12-15. 
Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto 
e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. 
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». 

Meditazione del giorno 
San Gregorio Nazianzeno (330-390), vescovo, dottore della Chiesa 
Discorso XL, 10

 

La tentazione dopo il Battesimo

    Se dopo il battesimo sei tentato dal persecutore, il tentatore di luce, avrai materia per la vittoria. Ti tenterà certamente, poiché l’ha fatto anche col Verbo, mio Dio, ingannato dall’apparenza umana che nascondeva al Verbo la luce increata. Non rifiutare di combattere. Combattilo con l’acqua del battesimo e con lo Spirito Santo nel quale si spengono i dardi lanciati dal Maligno…

    Se ti parla di una necessità che senti – l’ha fatto pure con Gesù -, se ti ricorda che hai fame, non ignorare le sue proposte. Insegnagli ciò che non sa; parlagli della Parola di vita, il vero Pane mandato dal cielo, che dà la vita al mondo.

    Se ti tenta con la vanità – l’ha fatto con Cristo, quando lo fece salire sul pinnacolo del Tempio dicendogli: “Buttati” per fargli rivelare la divinità -, sta attento a non cadere per aver voluto innalzarti…

    Se ti tenta con l’ambizione mostrandoti con un colpo d’occhio tutti i regni della terra come sottomessi al suo potere ed esige la tua adorazione, disprezzalo: è un poveretto. Digli, sicuro del sigillo divino: “Sono anch’io a immagine di Dio; non sono ancora stato precipitato, come te, dall’alto della mia gloria a causa dell’orgoglio! Sono rivestito di Cristo; sono diventato un altro Cristo per il battesimo, sei tu che devi adorarmi”. Se ne andrà, sono certo, vinto e mortificato da queste parole. Poiché chi le pronuncia è una persona illuminata da Cristo, le sentirà come provenienti da Cristo stesso, luce suprema. Questi sono i benefici che porta l’acqua del battesimo a chi ne riconosce la forza.

 



10/02/2015 7.20.32

15 febbraio VI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Marco 1,40-45

Libro del Levitico 13,1-2.44-46. 
Il Signore aggiunse a Mosè e ad Aronne: 
"Quando uno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli. 
quel tale è un lebbroso; è immondo e lo dovrà dichiarare immondo; la piaga è sul suo capo. 
Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Immondo! 
Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento. 

Salmi 32(31),1-2.5.11. 
Di Davide. Maskil. 
Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, 
e perdonato il peccato. 
Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male 

e nel cui spirito non è inganno. 
Ti ho manifestato il mio peccato, 
non ho tenuto nascosto il mio errore. 
Ho detto: "Confesserò al Signore le mie colpe" 

e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. 
Gioite nel Signore ed esultate, giusti, 
giubilate, voi tutti, retti di cuore. 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 10,31-33.11,1. 
Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. 
Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; 
così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. 
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,40-45. 
In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». 
Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». 
Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. 
E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 
«Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». 
Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte. 

Meditazione del giorno 

San Pascasio Radberto (? - circa 849), monaco benedettino 
Commento al vangelo di Matteo, 5, 8; CCM 56 A, 475-476

 

« Lo voglio, guarisci »

    Ogni giorno il Signore guarisce l’anima di chi lo implora, lo adora piamente e proclama con fede queste parole: « Signore, se vuoi, puoi guarirmi », e questo qualunque sia il numero delle sue colpe. « Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia » (Rom 10,10). Ci occorre dunque rivolgere a Dio le nostre richieste, con la massima fiducia, senza mettere per niente in dubbio la sua potenza… Per questo motivo il Signore risponde subito al lebbroso che lo supplica: « Lo voglio ». Appena infatti il peccatore ha cominciato a pregare con fede, la mano del Signore si mette a curare la lebbra della sua anima.…
              
    Quel lebbroso ci dà proprio un buon consiglio sul modo di pregare. Non mette in dubbio la volontà del Signore, come se rifiutasse di credere nella sua bontà. Ma, consapevole della gravità delle sue colpe, non vuole neppure dar per scontata questa volontà. Dicendo che il Signore, se lo vuole, può guarirlo, afferma che tale potere appartiene al Signore, e allo stesso tempo, afferma la sua fede… Se la fede è debole, deve prima essere rafforzata. Solo allora essa rivelerà tutta la sua potenza per ottenere la guarigione dell’anima e del corpo.
 

 

 




02/02/2015 12.46.17

8 febbraio V Domenica del Tempo Ordinario - Anno B



 Libro di Giobbe 7,1-4.6-7. 

Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario? 
Come lo schiavo sospira l'ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, 
così a me son toccati mesi d'illusione e notti di dolore mi sono state assegnate. 
Se mi corico dico: "Quando mi alzerò?". Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino all'alba. 
I miei giorni sono stati più veloci d'una spola, sono finiti senza speranza. 
Ricordati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene. 



Salmi 147(146),1-2.3-4.5-6. 
Lodate il Signore: 
è bello cantare al nostro Dio, 
dolce è lodarlo come a lui conviene. 
Il Signore ricostruisce Gerusalemme, 
raduna i dispersi d'Israele. 

Il Signore risana i cuori affranti 
e fascia le loro ferite; 
egli conta il numero delle stelle 
e chiama ciascuna per nome. 

Grande è il Signore, onnipotente, 
la sua sapienza non ha confini. 
Il Signore sostiene gli umili 
ma abbassa fino a terra gli empi. 





Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 9,16-19.22-23. 
Fratelli, non è per me un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il vangelo! 
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. 
Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo. 
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero; 
Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. 
Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,29-39. 
In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. 
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 
Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. 
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 
Tutta la città era riunita davanti alla porta. 
Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. 
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce 
e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». 
Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. 


 




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