22/12/2014 15.41.46

28 dicembre Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, festa - Anno B

Luca 2,22-40

Libro della Genesi 15,1-6.21,1-3.
Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande".
Rispose Abram: "Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco".
Soggiunse Abram: "Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede".
Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede".
Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza".
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.
Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.
Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Salmi 105(104),1b-2.3-4.5-6.8-9.
Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere.
Cantate a lui canti di gioia,
meditate tutti i suoi prodigi.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,

cercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiute,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.

Voi stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
Ricorda sempre la sua alleanza:

parola data per mille generazioni,
l'alleanza stretta con Abramo
e il suo giuramento ad Isacco.

Lettera agli Ebrei 11,8.11-12.17-19.
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso.
Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare.
Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio,
del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome.
Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

                                           Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-40.
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,
come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;
e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;
lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge,
lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,
era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

                                                                   Meditazione del giorno
San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelia per il giorno di Natale ; PG 56, 392
« Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui »

Che dirò dunque di questo mistero? Vedo un falegname e una mangiatoia, vedo un bambino e panni e fasce, il parto di una vergine, privata delle cose più necessarie, tutti i segni dell’indigenza, il peso della povertà. Hai mai visto la ricchezza in una tale povertà? In che modo egli, ricco, si è fatto povero per noi (2 Cor 8,9) al punto che, senza culla, né coperte, è deposto in una povera mangiatoia?… O immensa ricchezza nascosta sotto le parvenze della povertà! Giace in una mangiatoia e scuote tutto il mondo; è avvolto in fasce e spezza le catene del peccato; non balbetta ancora e istruisce i Magi affinché cambino strada. Il mistero supera la parola!

Ecco: il bambino è avvolto in fasce e giace in una mangiatoia; ma gli sta accanto Maria, che è insieme vergine e madre; gli sta accanto anche Giuseppe che è chiamato suo padre. Questi ha sposato Maria, ma è lo Spirito Santo che l’ha coperta con la sua ombra. Per questo Giuseppe, perplesso, non sapeva come chiamare il bambino… Ma mentre era assorto in tali pensieri, dalla voce di un angelo gli era stato portato l’annuncio del cielo: «Non temere, Giuseppe, perché quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20)… Perché poi il Salvatore nasce da una vergine? Proprio perché un giorno il diavolo aveva sedotto Eva vergine, che generò la causa della morte, l’angelo Gabriele recò il lieto annunzio a Maria Vergine che generò il Verbo fatto carne che ci porta la vita eterna.




15/12/2014 15.45.08

21 dicembre IV Domenica di Avvento - Anno B

Luca 1,26-38

 Secondo libro di Samuele 7,1-5.8b-12.14a.16.
Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all'intorno,
disse al profeta Natan: "Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto una tenda".
Natan rispose al re: "Và, fà quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te".
Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan:
"Và e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti?
Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d'Israele mio popolo;
sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.
Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato,
al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo,
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre".

Salmi 89(88),2-3.4-5.27.29.
Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre";
la tua fedeltà è fondata nei cieli.

"Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli".

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 16,25-27.
Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni,
ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell'eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede,
a Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

                            Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l'angelo partì da lei.

                                        Meditazione del giorno : San Giovanni Paolo II
                                                      « Rallegrati, o piena di grazia »

La gioia è componente fondamentale del tempo sacro che oggi ha inizio. L’Avvento è tempo di vigilanza, di preghiera, di conversione, oltre che di fervida, gioiosa attesa. Il motivo è chiaro: il Signore è vicino (Fil 4, 5).

La prima parola rivolta a Maria nel Nuovo Testamento è un invito festoso: « esulta, gioisci! » (Lc 1,28 greco). Tale saluto è legato alla venuta del Salvatore: a Maria, per prima, viene annunciata una gioia che in seguito sarà proclamata a tutto il popolo. Ella ne è partecipe in maniera e misura straordinaria. In lei si concentra e attinge pienezza la gioia dell’antico Israele ed esplode incontenibile la felicità dei tempi messianici. La gioia della Vergine è, in particolare, quella del “resto” d’Israele (Is 10,20s), dei poveri che aspettano la salvezza di Dio e ne sperimentano la fedeltà.

Per partecipare a tale festa è necessario attendere in umiltà e accogliere con fiducia il Salvatore. “I fedeli, che vivono con la liturgia lo spirito dell’Avvento, considerano l’ineffabile amore con cui la Vergine Madre attese il Figlio, sono invitati ad assumerla come modello e a prepararsi per andare incontro al Salvatore che viene ‘vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode’ ” (Paolo VI, Marialis Cultus, 4 ; Messale romano).
 




09/12/2014 10.43.51

14 dicembre III Domenica di Avvento - 'Gaudete' - Anno B

Giovanni 1,6-8.19-28

 Libro di Isaia 61,1-2a.10-11.
Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l'anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti,
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
mi ha avvolto con il manto della giustizia,
come uno sposo che si cinge il diadema
e come una sposa che si adorna di gioielli.
Poiché come la terra produce la vegetazione
e come un giardino fa germogliare i semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutti i popoli.

 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 5,16-24.
State sempre lieti,
pregate incessantemente,
in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito,
non disprezzate le profezie;
esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.
Astenetevi da ogni specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.
Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!

 

                                 Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,6-8.19-28.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».
Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,
uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.




01/12/2014 15.07.41

7 dicembre II Domenica di Avvento - Anno B



 Libro di Isaia 40,1-5.9-11. 


"Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. 
Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati". 
Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. 
Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. 
Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato". 
Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: "Ecco il vostro Dio! 
Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono. 
Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri". 

Salmi 85(84),9ab-10.11-12.13-14. 
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: 
egli annunzia la pace. 
La sua salvezza è vicina a chi lo teme 
e la sua gloria abiterà la nostra terra. 

Misericordia e verità s'incontreranno, 
giustizia e pace si baceranno. 
La verità germoglierà dalla terra 
e la giustizia si affaccerà dal cielo. 

Quando il Signore elargirà il suo bene, 
la nostra terra darà il suo frutto. 
Davanti a lui camminerà la giustizia 
e sulla via dei suoi passi la salvezza. 

Seconda lettera di san Pietro apostolo 3,8-14. 
Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. 
Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. 
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c'è in essa sarà distrutta. 
Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, 
attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno! 
E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. 
Perciò, carissimi, nell'attesa di questi eventi, cercate d'essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,1-8. 
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 
Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. 
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, 
si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 
Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico 
e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 
Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». 

                               Meditazione del giorno : San Francesco di Sales                                 
                                             “Preparate la strada del Signore"  

  Cosa bisogna fare per prepararci all’avvento del divino Salvatore che si avvicina? Ce lo insegna San Giovanni Battista: “Fate penitenza – egli dice – abbassate i monti dell’orgoglio e riempite le valli di tiepidezza e pusillanimità, poiché la salvezza si avvicina”. Queste valli non sono altro che la paura che, quando è troppo grande, ci porta allo scoraggiamento. Lo sguardo alle gravi colpe commesse porta con sé lo sgomento e la paura che abbatte il cuore. Sono le valli che bisogna riempire di fiducia e speranza, per l’avvento del Signore.

 “Abbassate monti e colli”: cosa sono se non la presunzione, l’orgoglio e la stima di sé, che è un grandissimo impedimento alla venuta del Signore, il quale è solito umiliare e abbassare i superbi, poiché è capace di penetrare in fondo al cuore per scoprire l’orgoglio che vi è nascosto. “I passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati”.  E’ come se dicesse: “Raddrizzate le intenzioni sbagliate per avere solo quella che piace a Dio, facendo penitenza, unico scopo a cui tutti dobbiamo tendere”.

 Raddrizzate i sentieri, spianate i vostri umori con la mortificazione delle passioni e inclinazioni e avversioni. Che cosa desiderabile l’uguaglianza fra spirito e umore; ma quanto dobbiamo lavorare con fedeltà per conquistarla! Poiché siamo variabili e incostanti da non potersi dire quanto! Si troveranno persone che sono ora di buon umore e quindi si conversa con loro piacevolmente e con gioia; ma subito dopo le troverete  afflitte e inquiete. Insomma, i sentieri tortuosi e impervi da raddrizzare per l’avvento del Signore.




24/11/2014 14.12.43

30 novembre I Domenica di Avvento - Anno B



 Libro di Isaia 63,16b-17.19b.64,2b-7.
Perché tu sei nostro padre, poiché Abramo non ci riconosce e Israele non si ricorda di noi. Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità.
Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il tuo nome non è stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti.
quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
di cui non si udì parlare da tempi lontani. Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro a quanti praticano la giustizia e si ricordano delle tue vie. Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si riscuoteva per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci hai messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci dà forma, tutti noi siamo opera delle tue mani.

Salmi 80(79),2ac.3b.15-16.18-19.
Tu, pastore d'Israele, ascolta.
Assiso sui cherubini rifulgi,
Risveglia la tua potenza
Dio degli eserciti, volgiti,

guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.
Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,

sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 1,3-9.
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù,
perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza.
La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente,
che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo:
fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

                               Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 13,33-37.
State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».

                                                    Meditazione del giorno
                          Pietro di Blois (ca 1130-1211), arcidiacono in Inghilterra
                                                     Discorso 3 per l’Avvento
                                                     Le tre venute di Cristo

Tre sono le venute del Signore: la prima nella carne, la seconda nell'anima, la terza per il giudizio. La prima avvenne sulla mezzanotte, secondo la parola del vangelo: “A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo Sposo!” (Mt 25, 6) ... Questa prima venuta è già passata. Il Cristo fra gli uomini “è apparso e con gli uomini è vissuto” (Bar 3, 38).

Noi siamo nella sua seconda venuta, se però siamo degni che venga in noi, poiché ha detto che se l’amiamo “verrà e dimorerà con noi » (Gv 14, 23). Questa seconda venuta perciò contiene un po’ d’incertezza per noi, poiché chi conosce coloro che sono di Dio, se non lo Spirito di Dio? (1Cor 2,11) Coloro che sono rapiti fuori da sé dal desiderio delle cose celesti, sanno bene quando sta per venire; tuttavia non sanno “di dove viene e dove va” (Gv 3,8).

Quanto al terzo avvento è certissimo che avverrà, ma assolutamente incerto quando avverrà, poiché nulla è più certo della morte, ma nulla è più incerto dell'ora della morte. “E quando si dirà “Pace e sicurezza”, allora d'improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà” (1Ts 5,3). Il primo avvento fu nascosto e umile, il secondo è segreto e mirabile, il terzo sarà manifesto e terribile. Nel primo, Cristo è stato giudicato dagli uomini con ingiustizia; nel secondo ci rende giustizia mediante la sua grazia; nell'ultimo, giudicherà ogni cosa con equità: Agnello nel primo avvento, Leone nell'ultimo, Amico pieno di tenerezza nel secondo.




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