27/01/2015 7.36.07

primo giorno di febbraio IV Domenica del Tempo Ordinario - Anno B



 Libro del Deuteronomio 18,15-20.
Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea, dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia.
Il Signore mi rispose: Quello che hanno detto, va bene;
io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.
Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.
Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dei, quel profeta dovrà morire.

 

Salmi 95(94),1-2.6-7.8-9.
Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Ascoltate oggi la sua voce:
"Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere."

 

 

                                 Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 7,32-35.
Fratelli, vorrei che voi foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore;
chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie,
e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.

 

                                 Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28.
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.
Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:
«Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».
E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.




23/01/2015 9.59.37

25 gennaio III Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Marco 1,14-20

 Libro di Giona 3,1-5.10

Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore:
"Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò".
Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino.
Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta".
I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Salmi 25(24),4b-5.6-7bc.8-9.
Insegnami, Signore, tuoi sentieri;
guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.

Ricordati, Signore, del tuo amore,
della tua fedeltà che è da sempre.
Ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 7,29-31.
Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero;
coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero;
quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!

                                             Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

Meditazione del giorno 
Sant'Efrem Siro (ca 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa 
Commento al Vangelo concorde, 4,20 ; SC 121

 

“Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”

    Sono andati da lui pescatori di pesci e sono diventati pescatori di uomini, come sta scritto: “Ecco, io invierò numerosi pescatori che li pescheranno; quindi invierò numerosi cacciatori che daranno loro la caccia su ogni monte, su ogni colle” (Ger 16,16). Se avesse inviato dei sapienti, si sarebbe potuto dire che essi avevano persuaso il popolo e in tal modo conquistato, o che l’avevano ingannato e così preso. Se avesse inviato dei ricchi, si sarebbe detto che col cibo avevano ingannato il popolo, o che l’avevano corrotto col denaro e così dominato. Se avesse inviato uomini forti, si sarebbe detto che li avevano sedotti con la forza o costretti con la violenza. 

    Ma gli apostoli non avevano niente di tutto questo. Il Signore l’ha mostrato a tutti con l’esempio di Simon Pietro. Mancava di coraggio, poiché si è impaurito davanti a una serva; era povero, poiché non ha potuto nemmeno pagare la sua parte di tasse (Mt 17,24ss). Dice: “Non ho né oro né argento” (At 3,6). Era senza cultura poiché, quando ha rinnegato il Signore, non se l’è saputa cavare con astuzia.

    Sono partiti, dunque, questi pescatori di pesci, ed hanno riportato la vittoria sui forti, i ricchi ed i sapienti. Che miracolo! Deboli come erano, attiravano i sapienti alla loro dottrina; poveri, insegnavano ai ricchi; ignoranti, facevano loro discepoli uomini sapienti e prudenti. La sapienza del mondo ha fatto posto a questa sapienza che è la sapienza delle sapienze.

 



12/01/2015 9.31.47

18 gennaio II Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Giovanni 1,35-42

 Primo libro di Samuele 3,3b-10.19. 
La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio. 
Allora il Signore chiamò: "Samuele!" e quegli rispose: "Eccomi", 
poi corse da Eli e gli disse: "Mi hai chiamato, eccomi!". Egli rispose: "Non ti ho chiamato, torna a dormire!". Tornò e si mise a dormire. 
Ma il Signore chiamò di nuovo: "Samuele!" e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!". Ma quegli rispose di nuovo: "Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!". 
In realtà Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. 
Il Signore tornò a chiamare: "Samuele!" per la terza volta; questi si alzò ancora e corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!". Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. 
Eli disse a Samuele: "Vattene a dormire e, se ti si chiamerà ancora, dirai: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta". Samuele andò a coricarsi al suo posto. 
Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: "Samuele, Samuele!". Samuele rispose subito: "Parla, perché il tuo servo ti ascolta". 
Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. 

Salmi 40(39),2.4ab.7-8a.8b-9.10. 
Ho sperato: ho sperato nel Signore 
ed egli su di me si è chinato, 
ha dato ascolto al mio grido. 
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, 
lode al nostro Dio. 
Molti vedranno e avranno timore 

e confideranno nel Signore. 
Sacrificio e offerta non gradisci, 
gli orecchi mi hai aperto. 
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. 
Allora ho detto: "Ecco, io vengo. 
Sul rotolo del libro di me è scritto, 

che io faccia il tuo volere. 
Mio Dio, questo io desidero, 
la tua legge è nel profondo del mio cuore". 
Ho annunziato la tua giustizia 
nella grande assemblea; 
vedi, non tengo chiuse le labbra, 

Signore, tu lo sai. 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 6,13c-15a.17-20. 

"I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!". Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. 
Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. 
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 
Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. 
Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. 
O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 
Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42. 
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 
e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 
E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 
Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 
Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 
e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)». 

                                                                        Meditazione del giorno
                                                          Basilio di Seleucia (?-ca 468), vescovo
                                              Discorso di lode a Sant’Andrea, 3-4; PG 28,1103
                                                         “Andrea condusse suo fratello da Gesù”

Andrea aveva ascoltato la parola di Mosé: “ Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto” (Dt 18,15). Ora sente Giovanni Battista che esclama: “Ecco l’Agnello di Dio” (Gv 1,29). Appena lo vede, spontaneamente va verso di lui. Ha riconosciuto il profeta annunciato dalla profezia e conduce per mano suo fratello verso colui che ha trovato. Mostra a Pietro il tesoro che non conosceva: “Abbiamo trovato il Messia, colui che desideravamo. L’aspettavamo, contempliamolo finalmente. Abbiamo trovato colui che la grande voce dei profeti ci diceva di attendere. Il tempo presente ha portato colui che la grazia aveva annunciato, colui che l’amore sperava di vedere”.

Andrea è andato a cercare suo fratello Simone e gli ha comunicato il tesoro contemplato. Ha condotto Pietro dal Signore. Che meraviglia! Andrea non è ancora discepolo e già conduce persone al Signore. Insegnando comincia a capire e ad acquisire la dignità di apostolo: “Abbiamo trovato il Messia. Dopo tante notti insonni vicino al Giordano, abbiamo finalmente trovato l’oggetto del nostro desiderio”.

Pietro è stato pronto a seguire la chiamata. Era fratello di Andrea ed è venuto pieno di fervore, l’orecchio teso… Quando più tardi Pietro si comporterà in modo mirabile, lo dovrà a quanto Andrea ha seminato. Ma la lode all’uno rimanda anche al’altro. Poiché i beni dell’uno sono anche dell’altro e l’uno riceve gloria dai beni dell’altro.




08/01/2015 7.54.53

domenica 11 gennaio Battesimo del Signore, festa - Anno B

Marco 1,7-1

 Libro di Isaia 55,1-11.
Così dice il Signore: «O voi tutti assetati venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».
Ecco l'ho costituito testimonio fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te popoli che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo di Israele, perché egli ti ha onorato.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino.
L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare,
così sarà della parola
uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.»

Libro di Isaia 12,2-3.4bcd.5-6.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io confiderò, non temerò mai,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.

"Lodate il Signore, invocate il suo nome;
manifestate tra i popoli le sue meraviglie,
proclamate che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore,
perché ha fatto opere grandi,
ciò sia noto in tutta la terra.
Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion,
perché grande in mezzo a voi
è il Santo di Israele".

Prima lettera di san Giovanni apostolo 5,1-9.
Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti,
perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?
Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza:
lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi.
Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; e la testimonianza di Dio è quella che ha dato al suo Figlio.

                             Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,7-11.
E predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.
E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

                    Meditazione del giorno : Omelia attribuita a Sant’Ippolito di Roma
                                          Ecco, il Signore viene al Battesimo

Ecco, il Signore viene per ricevere il battesimo; arriva dimesso, nudo, senza scorta, rivestito della nostra umanità, nascondendo la grandezza della divinità per sventare l’inganno del serpente. Si può dire che è venuto a trovare Giovanni come un signore che ha rinviato la sua guardia del corpo. Gli si avvicina come un uomo semplice, sottoposto al peccato, china la fronte per essere battezzato dalla mano di Giovanni. Quest’ultimo, colpito da tale umiltà, ha cercato di reagire dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” (Mt 3,14)…

Carissimi, guardate quanti beni importanti avremmo perso, se il Signore avesse ceduto all’invito di Giovanni e non avesse ricevuto il battesimo. Prima i cieli erano chiusi, la nostra patria celeste inaccessibile; caduti tanto in basso, non potevamo più guadagnare l’altezza del cielo. Ma non solo il Signore ha ricevuto il battesimo: ha reso nuovo l’uomo vecchio (cfr Rom 6,6) e gli ha affidato nuovamente lo scettro dell’adozione divina. Poiché subito “i cieli si aprirono”. Le realtà visibili si sono riconciliate con le invisibili; le gerarchie celesti sono state colmate di gioia; sulla terra le malattie sono guarite; quanto era nascosto è stato rivelato… Bisognava aprire a Cristo, lo Sposo, le porte della stanza nuziale. Come lo Spirito scende sotto forma di una colomba e la voce del Padre risuona in ogni luogo, bisognava che “si sollevino le porte del cielo” (cfr Sal 24,7)…

Vi prego, ascoltatemi attentamente…: venite al bagno dell’immortalità, popoli di tutte le nazioni! Con questo gioioso messaggio, vi annuncio la vita, a voi che siete ancora nella notte dell’ignoranza. Venite dalla schiavitù alla libertà, dalla tirannia al regno, da ciò che perisce a ciò che non perisce. Volete sapere come venire? Per mezzo dll’acqua dello Spirito Santo (Gv 3,5). Quest’acqua, data dallo Spirito, bagna il Paradiso, raggiunge la terra, feconda il mondo…, genera l’uomo alla vita facendolo rinascere, acqua in cui è stato battezzato Cristo e su cui è sceso lo Spirito.




22/12/2014 15.41.46

28 dicembre Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, festa - Anno B

Luca 2,22-40

Libro della Genesi 15,1-6.21,1-3.
Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande".
Rispose Abram: "Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco".
Soggiunse Abram: "Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede".
Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede".
Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza".
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.
Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.
Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Salmi 105(104),1b-2.3-4.5-6.8-9.
Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere.
Cantate a lui canti di gioia,
meditate tutti i suoi prodigi.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,

cercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiute,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.

Voi stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
Ricorda sempre la sua alleanza:

parola data per mille generazioni,
l'alleanza stretta con Abramo
e il suo giuramento ad Isacco.

Lettera agli Ebrei 11,8.11-12.17-19.
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso.
Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare.
Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio,
del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome.
Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

                                           Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-40.
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,
come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;
e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;
lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge,
lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,
era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

                                                                   Meditazione del giorno
San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelia per il giorno di Natale ; PG 56, 392
« Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui »

Che dirò dunque di questo mistero? Vedo un falegname e una mangiatoia, vedo un bambino e panni e fasce, il parto di una vergine, privata delle cose più necessarie, tutti i segni dell’indigenza, il peso della povertà. Hai mai visto la ricchezza in una tale povertà? In che modo egli, ricco, si è fatto povero per noi (2 Cor 8,9) al punto che, senza culla, né coperte, è deposto in una povera mangiatoia?… O immensa ricchezza nascosta sotto le parvenze della povertà! Giace in una mangiatoia e scuote tutto il mondo; è avvolto in fasce e spezza le catene del peccato; non balbetta ancora e istruisce i Magi affinché cambino strada. Il mistero supera la parola!

Ecco: il bambino è avvolto in fasce e giace in una mangiatoia; ma gli sta accanto Maria, che è insieme vergine e madre; gli sta accanto anche Giuseppe che è chiamato suo padre. Questi ha sposato Maria, ma è lo Spirito Santo che l’ha coperta con la sua ombra. Per questo Giuseppe, perplesso, non sapeva come chiamare il bambino… Ma mentre era assorto in tali pensieri, dalla voce di un angelo gli era stato portato l’annuncio del cielo: «Non temere, Giuseppe, perché quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20)… Perché poi il Salvatore nasce da una vergine? Proprio perché un giorno il diavolo aveva sedotto Eva vergine, che generò la causa della morte, l’angelo Gabriele recò il lieto annunzio a Maria Vergine che generò il Verbo fatto carne che ci porta la vita eterna.




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