28/10/2014 7.19.23

domenica 2 novembre Commemoriazione di tutti i fedeli defunti



Libro della Sapienza 3,1-9.
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità.
Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé:
li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là.
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti.

Salmi 27(26),1.4.7.8.9.13-14.
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:

abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 6,3-9.
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato.
Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,
sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

                                         Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

                                          Meditazione del giorno : Sant'Ambrogio

“Gesù allora quando vide piangere Maria e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò” (Gv 11,33)

Perché piangerti, fratello mio che tanto mi amavi e che mi è stato tolto… ? Poiché non ho perso il rapporto con te; è completamente cambiato: finora era inseparabile dal mio corpo, ora è indissociabile dai sentimenti. Resti con me e vi resterai sempre… L’apostolo Paolo mi ricorda e mette una specie di freno al mio dolore con le parole…: “Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza” (1Tes 4,13)…

Ma le lacrime non sono segno di mancanza di fede o di debolezza. Il dolore naturale è una cosa, la tristezza dell’incredulità è un’altra… Non si piange solo per il dolore: la gioia ha le sue lacrime, anche l’affetto fa piangere e la parola bagna il suolo di lacrime, e la preghiera, come dice il profeta, irrora di lacrime il letto (Sal 6,7). Quando ha seppellito i patriarchi, il popolo ha pianto molto. Le lacrime sono dunque segno di affetto e non spingono a soffrire. Ho pianto, lo confesso, ma il Signore pure ha pianto (Gv 11,35); lui ha pianto uno che non era della sua famiglia, io un fratello. Lui, in un uomo, ha pianto tutti gli uomini; io piangerò mio fratello in tutti gli uomini.

E’ con la nostra sensibilità che Cristo ha pianto, non con la sua, poiché Dio non può piangere… Ha pianto in quest’uomo che era “triste fino alla morte “ (Mt 26,38); ha pianto in colui che è stato crocifisso, è morto, è stato sepolto; ha pianto in quest’uomo … nato dalla Vergine.
 




20/10/2014 17.19.11

26 ottobre XXX Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 22,34-40

 Libro dell’Esodo 22,20-26. 
Così dice il Signore: 
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto. 
Non maltratterai la vedova o l'orfano. 
Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io ascolterò il suo grido, 
la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani. 
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. 
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole,
perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l'aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso». 

Salmi 18(17),3.4.47. 
Signore, mia roccia, 
mia fortezza, mio liberatore; 
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; 
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza. 

Invoco il Signore, degno di lode, 
e sarò salvato dai miei nemici. 
Viva il Signore e benedetta la mia rupe, 
sia esaltato il Dio della mia salvezza. 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1,5c-10. 
Fatelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene. 
E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione, 
così da diventare modello a tutti i credenti che sono nella Macedonia e nell'Acaia. 
Infatti la parola del Signore riecheggia per mezzo vostro non soltanto in Macedonia e nell'Acaia, ma la fama della vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, di modo che non abbiamo più bisogno di parlarne. 
Sono loro infatti a parlare di noi, dicendo come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti a Dio, allontanandovi dagli idoli, per servire al Dio vivo e vero 
e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, che ci libera dall'ira ventura. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,34-40. 
In quel tempo, i farisei, udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 
e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 
«Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». 
Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 
Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 
E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». 




13/10/2014 9.43.29

19 ottobre XXIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 22,15-21

Libro di Isaia 45,1.4-6.
Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l'ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non v'è alcun altro; fuori di me non c'è dio; ti renderò spedito nell'agire, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall'oriente fino all'occidente che non esiste dio fuori di me. Io sono il Signore e non v'è alcun altro».

 

Salmi 96(95),1.3.4-5.7-8.9b-10.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
in mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.
Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra i popoli: "Il Signore regna!".
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1,1-5b.
Paolo, Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace!
Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente
memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo.
Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da lui.
Il nostro vangelo, infatti, non si è diffuso fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione.

                                       Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,15-21.
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva ridotto al silenzio i sadducei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi.
Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno.
Dicci dunque il tuo parere: E' lecito o no pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate?
Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro.
Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?».
Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».




07/10/2014 6.36.11

12 settembre XXVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 22,1-14

 Libro di Isaia 25,6-10a.
Il Signore degli eserciti preparerà su questo monte, un banchetto di grasse vivande, per tutti i popoli, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: "Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza.
Poiché la mano del Signore si poserà su questo monte".

 

Salmi 23(22),1-3a.3b-4.5.6.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 4,12-14.19-20.
Fratelli, ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza.
Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alla mia tribolazione.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

                                  Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-14.
In quel tempo, rispondendo Gesù riprese a parlare in parabole ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze.
Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari;
altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni;
andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale,
gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì.
Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

                                                          Meditazione del giorno
         Sant’Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
                                                       Discorsi 90 ; PL 38, 559s
                                                     Rivestire l’abito di nozze

Che cos'è l'abito di nozze di cui parla il vangelo? Esso è senza dubbio l'abito che hanno solo i buoni, che devono partecipare al banchetto… Sono i sacramenti? È forse il battesimo? Senza il battesimo nessuno arriva a Dio; ma non tutti quelli che hanno il battesimo arrivano a Dio… Forse è l'altare o ciò che si riceve all'altare? Ma ricevendo il Corpo del Signore certi mangiano e bevono la propria condanna (1 Cor 11,29). Che cos'è dunque? È forse far digiuno? Fanno digiuno anche i cattivi. È forse frequentare la chiesa? Ma la frequentano anche i cattivi…

Che cos’è dunque quest'abito di nozze? L’apostolo Paolo ci dice: “Il fine dei precetti è però la carità, che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera” (1 Tm 1,5). Questo è l'abito di nozze. Non si tratta però d'una carità qualsiasi, poiché spesso sembra che si amino tra loro anche individui che hanno in comune una cattiva coscienza…, ma non hanno la carità “che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera”. È questa carità l'abito di nozze.

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, - dice l'Apostolo - sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. … E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla” (1 Cor 13, 1-2)… Se avessi tutti questi doni, dice, senza Cristo, “sono nulla”… Quanti beni diventano inutili se ne manca uno solo! Se non ho la carità, anche se distribuissi tutti i beni e per rendere testimonianza al nome di Cristo arrivassi fino a versare il mio sangue (1 Cor 13,3), non servirebbe a nulla, perché posso agire così per amore della gloria … “Se non ho la carità, non serve a nulla”. Ecco l'abito delle nozze! Esaminate voi stessi: se lo avete, avvicinatevi sicuri al banchetto del Signore.




29/09/2014 7.40.13

5 ottobrre XXVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 21,33-43

 Libro di Isaia 5,1-7.
Canterò per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica.
Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica?
Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.
La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

Salmi 80(79),9.12.13-14.15-16.19-20.
Hai divelto una vite dall'Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l'animale selvatico.

Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 4,6-9.
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti;
e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!

                                     Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,33-43.
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.
Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!
Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità.
E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ».
Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.»

                                                               Meditazione del giorno 

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa 
Omelia 11 sulla seconda Lettera ai Corinzi, 2-3 ; PG 61, 89-91

 

« Dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri »

    « Cristo ci ha affidato la parola della riconciliazione » (2 Cor 5,18). Qui Paolo mette di nuovo in evidenza la dignità degli apostoli, mostrando la grandezza del compito loro affidato dall’ immenso amore di Dio per noi. Pur avendo gli uomini rifiutato di ascoltare colui che egli aveva loro inviato, Dio non ha lasciato libero corso alla sua ira, non li ha respinti per sempre; ma continua a chiamarli direttamente e per mezzo dei suoi ministri. Chi potrebbe convenientemente esaltare tanta sollecitudine ?

    Hanno immolato il Figlio venuto per riparare le loro offese, il Figlio unigenito, della stessa natura del Padre.  Il Padre non ha respinto gli assassini, non ha detto: “Avevo loro inviato il Figlio mio e, non contenti di non ascoltarlo, l’hanno messo a morte crocifiggendolo: è giusto che li abbandoni”. Ha fatto invece il contrario. E dopo che il Cristo ha lasciato la terra, noi, suoi  ministri, siamo stati incaricati di sostituirlo: «Ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe» (v.19).

    Oh carità infinita che supera ogni parola e ogni intelligenza! Chi è l’offeso? Dio stesso. Chi fa il primo passo per la riconciliazione? Ancora lui… Se Dio avesse voluto chiedercene conto sarebbe stata finita per noi, poiché «tutti eravamo morti» (2 Cor 5,14). Ora, nonostante il numero immenso dei nostri peccati, non soltanto non si è vendicato, ma  ha voluto addirittura riconciliarsi con noi;  annullato il nostro debito,  non l’ha persino tenuto in alcun conto. Questo è il modo col quale dobbiamo perdonare i nostri nemici, se vogliamo assicurarci il perdono di Dio. « Egli ha affidato a noi la parola della riconciliazione ».

 



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