21/05/2015 7.17.58

24 maggio Domenica di Pentecoste - Anno B

Giovanni 15,26-27.16,12-15

 Atti degli Apostoli 2,1-11. 

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 
Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 
Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 
ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. 
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 
Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. 
Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: "Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? 
E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 
Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 
della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, 
Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio". 

Salmi 104(103),1ab.24ac.29bc-30.31.34. 
Benedici il Signore, anima mia:
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere!
La terra è piena delle tue creature. 

Se togli loro il respiro, muoiono 
e ritornano nella loro polvere. 
Mandi il tuo spirito, sono creati, 
e rinnovi la faccia della terra. 

La gloria del Signore sia per sempre; 
gioisca il Signore delle sue opere. 
A lui sia gradito il mio canto; 
la mia gioia è nel Signore. 

Lettera di san Paolo apostolo ai Galati 5,16-25. 
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; 
la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. 
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. 
Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, 
idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 
invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. 
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 
contro queste cose non c'è legge. 
Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. 
Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,26-27.16,12-15. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; 
e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. 
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 
Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. 
Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. 
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà». 

                               Meditazione del giorno : Sant'Agostino                                                 
                 "Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio"

"Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio"

Fratelli, è spuntato a noi gradito il giorno nel quale la santa Chiesa risplende gioiosamente nei visi dei fedeli e brilla nei loro cuori. Celebriamo infatti questo giorno nel quale il Signore Gesù Cristo, glorificato con la sua ascesa al cielo dopo la risurrezione, inviò lo Spirito Santo...

Quel vento mondava i cuori dalla paglia carnale; quel fuoco bruciava il fieno dell'antica concupiscenza; quelle lingue, nelle quali si esprimevano coloro che erano stati riempiti dallo Spirito Santo, preannunziavano la Chiesa che sarebbe stata presente nelle lingue di tutti i popoli. Come infatti dopo il diluvio i superbi ed empi uomini edificarono una torre elevata contro il Signore, per cui il genere umano meritò di essere diviso in diversi ceppi linguistici, cosicché ogni popolo parlava la propria lingua senza essere compreso dagli altri (Gen 11), così l'umile pietà dei fedeli riportò all'unità della Chiesa la diversità di quelle lingue; perché ciò che la discordia aveva disperso venisse raccolto dalla carità e le membra sparpagliate del genere umano, come le membra di un unico corpo, venissero riunite, ben compaginate, all'unico capo, Cristo, e si fondessero col fuoco dell'amore in un unico corpo santo...

Fratelli miei, membra del corpo di Cristo, germogli di unità, figli di pace, trascorrete nella gioia questo giorno, celebratelo senza timori. Si realizza infatti in voi quanto in quei giorni, quando scese lo Spirito Santo, veniva preannunziato. Perché come allora chi riceveva lo Spirito Santo, pur essendo un'unica medesima persona, parlava in tutte le lingue, così anche ora in mezzo a tutti i popoli è l'unità stessa che parla in tutte le lingue: e voi, costituiti in questa unità, possedete lo Spirito Santo, voi che con nessuna scissione dissentite da questa Chiesa di Cristo che parla in tutte le lingue.




13/05/2015 9.34.48

17 maggio Ascensione del Signore, solennità - Anno B



 Atti degli Apostoli 1,1-11. 

Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 
fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. 
Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. 
Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: 
Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni". 
Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 
Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 
ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra". 
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 
E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 
"Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". 

Salmi 47(46),2-3.6-7.8-9. 
Applaudite, popoli tutti, 
acclamate Dio con voci di gioia; 
perché terribile è il Signore, l'Altissimo, 
re grande su tutta la terra. 

Ascende Dio tra le acclamazioni, 
il Signore al suono di tromba. 
Cantate inni a Dio, cantate inni; 
cantate inni al nostro re, cantate inni. 

Dio è il re di tutta la terra, 
cantate inni con arte. 
Dio regna sui popoli, 
Dio siede sul suo trono santo. 

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 4,1-13. 
Fratelli, vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, 
con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, 
cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. 
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; 
un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. 
Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. 
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. 
Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. 
Ma che significa la parola "ascese", se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? 
Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. 
È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, 
per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, 
finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-20. 
In quel tempo Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.» 
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. 
E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 
prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. 
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano. 


                             Meditazione del giorno : Liturgia siriana 

« Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta » (Lc 15,6)

Nel giorno della tua Ascensione, o Cristo Re,
gli angeli e gli uomini ti acclamano:
«Sei santo, Signore, perché sei disceso e hai salvato Adamo,
l'uomo fatto con la polvere (Gen 2,7),
dall'abisso della morte e del peccato,
e con la tua Ascensione santa, o Figlio di Dio,
i cieli e la terra entrano nella pace.
Gloria a colui che ti ha mandato!»
La Chiesa ha visto il suo Sposo nella gloria,
e ha dimenticato le sofferenze del Gòlgota.
Invece del fardello della croce che portava,
egli viene portato da una nube di luce.
Ecco che viene elevato in alto, vestito di spendore e di gloria.

Un grande prodigio viene compiuto oggi sul monte degli Ulivi:
Chi è capace di esprimerlo?...
Il nostro Maestro era disceso alla ricerca di Adamo,
e, dopo aver ritrovato colui che era perduto,
se l'é messo in spalla,
e con gloria l'ha introdotto in cielo con lui (cfr Lc 15,4s).
È venuto e ci ha mostrato che era Dio;
ha rivestito un corpo e ha mostrato che era uomo;
è disceso negli inferi e ha mostrato che era morto;
è salito ed è stato esaltato e ha mostrato che era grande.
Benedetta sia la sua esaltazione!

Nel giorno della sua nascita, Maria si rallegra,
nel giorno della sua morte, la terra trema,
nel giorno della sua risurrezione, l'inferno si affligge,
nel giorno della sua ascensione, il cielo esulta.
Benedetto sia la sua Ascensione!
 




08/05/2015 7.26.40

10 maggio VI Domenica di Pasqua - Anno B



 Atti degli Apostoli 10,25-26.34-35.44-48.
Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo.
Ma Pietro lo rialzò, dicendo: "Alzati: anch'io sono un uomo!".
Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone,
ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto.
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso.
E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo;
li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?".
E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Salmi 98(97),1.2-3ab.3cd-4.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Prima lettera di san Giovanni apostolo 4,7-10.
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui.
In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

                                      Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,9-17.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

 Meditazione del giorno : Sant'Agostino
« Come il Padre ha amato me, anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore »

« Come il Padre ha amato me, anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore »

    Il Signore Gesù afferma di voler dare ai suoi discepoli un comandamento nuovo, quello di amarsi a vicenda... Ma questo comandamento non era già contenuto nell'antica legge di Dio, che dice: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Lv 19, 18)? Perché allora il Signore chiama nuovo un comandamento che risulta così antico? O lo chiama nuovo perché, spogliandoci dell'uomo vecchio, esso ci riveste del nuovo (Ef 2,24)? Non un amore qualsiasi, infatti, rinnova l'uomo, ma l'amore che il Signore distingue da quello puramente umano aggiungendo: «Come io ho amato voi»... Cristo dunque ci ha dato un comandamento nuovo: di amarci gli uni gli altri, come egli ci ha amati. E' questo amore che ci rinnova, rendendoci uomini nuovi, eredi del Testamento Nuovo, cantori del «cantico nuovo» (Sal 96,1).

    Questo amore, fratelli carissimi, ha rinnovato anche i giusti dei tempi antichi, i patriarchi e i profeti, come poi i beati Apostoli. E' questo amore che anche adesso rinnova le genti e raccoglie tutto il genere umano, sparso ovunque sulla terra, per farne un sol popolo nuovo, il corpo della novella sposa dell'unigenito Figlio di Dio.

 



21/04/2015 7.32.50

26 aprile IV Domenica di Pasqua - Anno B

Giovanni 10,11-18

 Atti degli Apostoli 4,8-12.
In quei giorni, Pietro, pieno di Spirito Santo, disse: "Capi del popolo e anziani,
visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute,
la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo.
Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo.
In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati".

Salmi 118(117),1.8-9.21-23.26.28cd.29.
Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.

Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo;
ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore;
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Celebrate il Signore, perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.

Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-2.
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

                          Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 10,11-18.
In quel tempo, disse Gesù: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.
Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;
egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,
come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.
E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.
Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal

                                                             Meditazione del giorno 

Sant'Antonio di Padova (c. 1195-1231), francescano, dottore della Chiesa 
Discorsi per la domenica e le feste dei santi

 

“Il buon pastore offre la vita per le pecore”

    “Io sono il buon pastore”. Cristo può dire a buon diritto: “Io sono”. Per lui non c’è passato né futuro; tutto gli è presente. E’ ciò che dice di sé nell’Apocalisse: “Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!” (Ap 1,8). E nell’Esodo: “Io sono colui che sono!" Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi” (Es 3,14). 

    “Io sono il buon pastore”. La parola “pastore” viene dalla parola “pascolare”. Cristo ci ‘pascola’ con la sua carne e il suo sangue ogni giorno nel sacramento dell’altare. Iesse, padre di David, disse a Samuele: “ Rimane ancora il figlio più piccolo che ora sta a pascolare il gregge ” (1Sam 16,11). Il nostro David, piccolo e umile, come buon pastore, pascola anche lui le sue pecore…
 

    Anche in Isaia leggiamo: “Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri” (Is 40,11)… Il buon pastore, infatti, quando porta il gregge al pascolo, o lo riporta, raccoglie gli agnellini che non possono ancora camminare; li prende in braccio, stretti al petto; porta anche le madri, quelle che devono partorire o quelle che l’hanno appena fatto. Così fa Gesù Cristo: ogni giorno ci nutre con l’insegnamento del Vangelo e i sacramenti della Chiesa. Ci raccoglie nelle sue braccia, che ha steso sulla croce “per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi” (Gv 11,52). Ci ha raccolti nel seno della sua misericordia, come una madre stringe suo figlio.   

 




14/04/2015 7.28.48

19 aprile III Domenica di Pasqua - Anno B

Luca 24,35-48

 Atti degli Apostoli 3,13-15.17-19. 

In quei giorni, Pietro disse al popolo: « Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; 
voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino 
e avete ucciso l'autore della vita. Ma Dio l'ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo testimoni. 
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, così come i vostri capi; 
Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto. 
Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati ».

Salmi 4,2.4.6.7.9. 
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: 
dalle angosce mi hai liberato; 
pietà di me, ascolta la mia preghiera. 

Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: 
il Signore mi ascolta quando lo invoco. 
Offrite sacrifici di giustizia 
e confidate nel Signore. 

Molti dicono: "Chi ci farà vedere il bene?". 
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. 
In pace mi corico e subito mi addormento: 
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare. 

Prima lettera di san Giovanni apostolo 2,1-5a. 
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. 
Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. 
Da questo sappiamo d'averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. 
Chi dice: "Lo conosco" e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; 
ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,35-48. 
In quel tempo, di ritorno da Emmaus, i due discepoli riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. 
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. 
Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». 
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 
Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 
egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: 
«Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno 
e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 
Di questo voi siete testimoni. 

 

 




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