29/09/2014 7.40.13

5 ottobrre XXVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 21,33-43

 Libro di Isaia 5,1-7.
Canterò per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica.
Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica?
Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.
La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

Salmi 80(79),9.12.13-14.15-16.19-20.
Hai divelto una vite dall'Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l'animale selvatico.

Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 4,6-9.
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti;
e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!

                                     Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,33-43.
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.
Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!
Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità.
E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ».
Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.»

                                                               Meditazione del giorno 

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa 
Omelia 11 sulla seconda Lettera ai Corinzi, 2-3 ; PG 61, 89-91

 

« Dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri »

    « Cristo ci ha affidato la parola della riconciliazione » (2 Cor 5,18). Qui Paolo mette di nuovo in evidenza la dignità degli apostoli, mostrando la grandezza del compito loro affidato dall’ immenso amore di Dio per noi. Pur avendo gli uomini rifiutato di ascoltare colui che egli aveva loro inviato, Dio non ha lasciato libero corso alla sua ira, non li ha respinti per sempre; ma continua a chiamarli direttamente e per mezzo dei suoi ministri. Chi potrebbe convenientemente esaltare tanta sollecitudine ?

    Hanno immolato il Figlio venuto per riparare le loro offese, il Figlio unigenito, della stessa natura del Padre.  Il Padre non ha respinto gli assassini, non ha detto: “Avevo loro inviato il Figlio mio e, non contenti di non ascoltarlo, l’hanno messo a morte crocifiggendolo: è giusto che li abbandoni”. Ha fatto invece il contrario. E dopo che il Cristo ha lasciato la terra, noi, suoi  ministri, siamo stati incaricati di sostituirlo: «Ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe» (v.19).

    Oh carità infinita che supera ogni parola e ogni intelligenza! Chi è l’offeso? Dio stesso. Chi fa il primo passo per la riconciliazione? Ancora lui… Se Dio avesse voluto chiedercene conto sarebbe stata finita per noi, poiché «tutti eravamo morti» (2 Cor 5,14). Ora, nonostante il numero immenso dei nostri peccati, non soltanto non si è vendicato, ma  ha voluto addirittura riconciliarsi con noi;  annullato il nostro debito,  non l’ha persino tenuto in alcun conto. Questo è il modo col quale dobbiamo perdonare i nostri nemici, se vogliamo assicurarci il perdono di Dio. « Egli ha affidato a noi la parola della riconciliazione ».

 



22/09/2014 6.27.36

28 settembre XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 21,28-32

 Libro di Ezechiele 18,25-28.
Così dice il Signore: « Voi dite: Non è retto il modo di agire del Signore. Ascolta dunque, popolo d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l'iniquità e a causa di questa muore, egli muore appunto per l'iniquità che ha commessa.
E se l'ingiusto desiste dall'ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso.
Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà ».

 

Salmi 25(24),4-5.6-7.8-9.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.

Ricordati della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,1-11.
Fratelli, se c'è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c'è conforto derivante dalla carità, se c'è qualche comunanza di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione,
rendete piena la mia gioia con l'unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti.
Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso,
senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

                                      Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32.
In quel tempo, disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna.
Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò.
Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò.
Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
E' venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli».

                                          Meditazione del giorno : Clemente d'Alessandria
                                « I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio »

« I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio »

    A chiunque di vero cuore si converta a Dio sono aperte le porte, e il Padre col cuore pieno di gioia accoglie il figlio, purché sia veramente pentito. La vera penitenza poi non è solo non ricadere di nuovo nelle stesse colpe, ma strappare del tutto dall'anima le radici dei peccati mortali. Tolti questi, Dio abiterà di nuovo in te. Cristo dice infatti che in cielo, quando un peccatore si converte e fa penitenza, per il Padre e gli angeli è sommo e incomparabile gaudio (Lc 15,10). Per questo proclama: « Voglio l'amore e non il sacrificio » (Os 6,6; Mt 9,13). « Io non godo della morte dell'empio, ma che l'empio desista dalla sua condotta e viva » (Ez 33,11). «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve, se fossero rossi come porpora diventeranno come lana » (Is 1,18).

    Solo Dio può cancellare i peccati e non imputare i delitti, e pure il Signore Gesù ci comanda di perdonare ogni giorno ai fratelli pentiti. Che se noi, pur essendo cattivi sappiamo fare del bene (Mt 7,11), quanto più lo farà « il Padre delle misericordie » (2Co 1,3)! Il Padre buono da cui viene ogni consolazione, pieno di misericordia e molto benigno, sa usare un'estrema pazienza aspettando chi si converte. Convertirsi sinceramente significa smettere di peccare, e non voltarsi più indietro... Proviamo dolore dei peccati commessi e preghiamo il Padre che li dimentichi. Lui solo può, per la sua misericordia, distruggere il passato come non fosse avvenuto, e cancellare con la grazia dello Spirito il male della vita passata.

 



18/09/2014 7.58.20

21 settembre XXV Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 20,1-16a

Libro di Isaia 55,6-9. 
Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. 
L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. 
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore. 
Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. 

Salmi 145(144),2-3.8-9.17-18. 
Ti voglio benedire ogni giorno, 
lodare il tuo nome, Signore, in eterno e per sempre. 
Grande è il Signore e degno di ogni lode, 
la sua grandezza non si può misurare. 

Paziente e misericordioso è il Signore, 
lento all'ira e ricco di grazia. 
Buono è il Signore verso tutti, 
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. 

Giusto è il Signore in tutte le sue vie, 
santo in tutte le sue opere. 
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, 
a quanti lo cercano con cuore sincero. 

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 1,20c-24.27a. 
Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. 
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. 
Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. 
Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; 
d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. 
Soltanto però comportatevi da cittadini degni del vangelo. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16a. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. 
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. 
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati 
e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. 
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. 
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? 
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. 
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. 
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. 
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. 
Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: 
Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. 
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? 
Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. 
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? 
Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi». 

 




12/09/2014 7.11.58

14 settembre Esaltazione della santa Croce, festa

Giovanni 3,13-17

 Libro dei Numeri 21,4b-9

In quei giorni, gli Israeliti partirono dal monte Cor, dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il paese di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio.
Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: "Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero".
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì.
Allora il popolo venne a Mosè e disse: "Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti". Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: "Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita".
Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita.

 

Salmi 78(77),1-2.34-35.36-37.38.
Popolo mio, porgi l'orecchio al mio insegnamento,
ascolta le parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca in parabole,
rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

Quando li faceva perire, lo cercavano,
ritornavano e ancora si volgevano a Dio;
ricordavano che Dio è loro rupe,
e Dio, l'Altissimo, il loro salvatore.

Lo lusingavano con la bocca
e gli mentivano con la lingua;
il loro cuore non era sincero con lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ed egli, pietoso, perdonava la colpa,
li perdonava invece di distruggerli.
Molte volte placò la sua ira
e trattenne il suo furore.

 


Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,6-11.
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

 

                        Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,13-17.
In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: «Nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo.
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo,
perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

                               Meditazione del giorno : Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein]
                                                 “Perché il mondo si salvi per mezzo di lui”

Fattosi uomo per amore degli uomini,
fece dono della pienezza della sua vita umana
alle anime che si è scelto.
Lui che ha formato ogni cuore umano
volle un giorno manifestare
il senso segreto dell’essere di ciascuno
con un nome nuovo che capisce solo chi lo riceve (Ap 2,17).
Si è unito ad ognuno degli eletti
in modo misterioso ed unico.
Attingendo alla pienezza della sua vita umana,
ci fece dono
della croce.

Cos’è la croce?
Il segno del più grande obbrobrio.
Chi ha contatto con essa
è cacciato dalla comunità umana.
Coloro che una volta lo acclamarono
Gli voltano le spalle con terrore e non Lo riconoscono più.
E’ consegnato senza difesa ai nemici.
Sulla terra non gli resta nient’altro
che il dolore, il tormento e la morte.

Cos’è la croce?
Il segno che indica il cielo.
Molto al di sopra della polvere e della nebbia di quaggiù
si leva verso l'alto fin nella pura luce.
Lascia dunque quanto gli uomini possono prendere,
apri le mani, abbraccia la croce:
ti porterà
fin nella luce eterna.

Alza gli occhi alla croce:
vedi che stende i suoi legni
come un uomo apre le braccia
per accogliere il mondo intero.
Venite tutti, sulla croce con Lui,
voi che penate sotto il peso del carico (Mt 11,28) ed anche voi col vostro grido.
E’ l’immagine di Dio che, crocifisso, diventa livido.
Si eleva da terra fino al cielo,
come Colui che è salito al cielo
e vorrebbe portarci tutti con Lui.

Avvinghiati alla croce, e lo possiederai, Lui,
la Vita, la Verità, la Vita (Gv 14,6).
Se porti la croce, lei ti porterà,
sarà la tua beatitudine.




05/09/2014 7.16.29

7 settembre XXIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Matteo 18,15-20

Libro di Ezechiele 33,7-9. 

Così dice il Signore: «Figlio dell'uomo, io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia.
Se io dico all'empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l'empio dalla sua condotta, egli, l'empio, morirà per la sua iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te.
Ma se tu avrai ammonito l'empio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte, egli morirà per la sua iniquità. Tu invece sarai salvo.

Salmi 95(94),1-2.6-7.8-9. 
Venite, applaudiamo al Signore, 
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. 
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, 
a lui acclamiamo con canti di gioia. 

Venite, prostràti adoriamo, 
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. 
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, 
il gregge che egli conduce. 

Ascoltate oggi la sua voce: 
"Non indurite il cuore, come a Meriba, 
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: 
mi misero alla prova 
pur avendo visto le mie opere." 


Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 13,8-10. 
Fratelli, non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. 
Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 
L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,15-20. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 
se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 
Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. 
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo. 
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. 
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». 

Meditazione del giorno 
San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa 
Omelie sulla lettera ai Romani, 8 ; PG 60, 464-466

 

« Io sono in mezzo a loro»

    Se vi dico di imitare l’apostolo Paolo, non è per dirvi : “Risuscitate i morti, guarite i lebbrosi”. Fate ancora meglio: abbiate la carità. Abbiate l’amore che animava san Paolo. Questa virtù infatti è molto superiore al potere di compiere dei miracoli. Dove c’è la carità, Dio il Figlio regna con suo Padre e lo Spirito Santo. L’ha detto lui : « Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro ». Amare trovarsi insieme, questo è il carattere di un’amicizia tanto forte quanto reale.

    Ci sono forse persone così miserabili, direte, da non desiderare che Cristo sia in mezzo a loro? Sì, noi stessi, figlioli miei; lo cacciamo da noi quando siamo in lotta gli uni contro gli altri. Mi direte: “Cosa dici ? Non vedi che siamo radunati nel suo nome, tutti fra gli stessi muri, nel recinto della stessa Chiesa, attenti alla voce del nostro pastore? Senza nessun dissenso, nell’unità dei canti e delle voci, ascoltando insieme il nostro pastore. Dov’è la discordia?”

    So che siamo nello stesso ovile e con lo stesso pastore. Piango tanto più amaramente… Perché se siete calmi e tranquilli in questo momento, all’uscire della Chiesa, questo critica quello; uno ingiuria pubblicamente l’altro, uno è divorato dall’invidia, la gelosia o l’avarizia; un altro medita vendetta, un altro ancora la sensualità, la duplicità o la frode… Rispettate veramente Cristo immolato per noi ; rispettate il sacrificio offerto su questo altare in mezzo a noi.

 



messaggi 1-5 su 181
pag. 1 2 3 4 5 | succ